La Commissione europea avvia la selezione per realizzare fino a sette AI Gigafactories, mobilitando oltre 30 miliardi di euro tra risorse pubbliche e investimenti privati. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia tecnologica europea e ampliare l’accesso delle imprese, comprese le PMI, alle infrastrutture avanzate per l’intelligenza artificiale.

L’Unione europea accelera sulla costruzione di una propria infrastruttura strategica per l’intelligenza artificiale. La Commissione ha lanciato un bando per la creazione di fino a sette AI Gigafactories, grandi infrastrutture di calcolo destinate allo sviluppo, all’addestramento e all’utilizzo dei modelli di IA più avanzati.
L’iniziativa potrà contare su fino a 10 miliardi di euro di finanziamenti europei e nazionali, con l’obiettivo di mobilitare almeno altri 20 miliardi di investimenti privati. Le nuove strutture integreranno processori avanzati, tecnologie software e cloud, connettività ad alta velocità e data centre ad alta efficienza energetica, affiancandosi alla rete delle 19 AI Factories già sviluppata a livello europeo.
Un elemento particolarmente rilevante riguarda l’accesso alla capacità di calcolo. Le Gigafactories saranno infatti messe a disposizione non soltanto dei grandi operatori tecnologici, ma anche di start-up, scale-up e PMI, oltre che del mondo della ricerca e delle amministrazioni pubbliche. L’obiettivo è ridurre una delle principali barriere all’adozione dell’IA avanzata: l’elevato costo delle infrastrutture necessarie per sviluppare e utilizzare modelli di nuova generazione.
Possono partecipare alla procedura consorzi o veicoli societari che riuniscano imprese, soggetti pubblici, investitori e altri partner. I progetti potranno essere sviluppati in un singolo Stato membro oppure assumere una dimensione transfrontaliera. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 12 novembre 2026, mentre le decisioni di aggiudicazione sono previste per l’inizio del 2027.
Per i sistemi camerali, l’iniziativa assume interesse soprattutto nella prospettiva della diffusione dell’IA nel tessuto produttivo. La disponibilità di capacità di calcolo europea dovrà infatti tradursi in un accesso effettivo anche per le imprese di minori dimensioni. In questo quadro, le Camere di commercio possono contribuire ad avvicinare le PMI alle nuove infrastrutture, favorendo informazione, accompagnamento, sviluppo delle competenze e collegamento con gli ecosistemi dell’innovazione. Una funzione che sarà determinante affinché gli investimenti europei in capacità tecnologica si traducano in una più ampia adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese e in maggiore competitività dei territori.