Il nuovo Forced Labour Single Portal riunisce strumenti, linee guida e risorse per accompagnare le imprese verso l’applicazione del divieto UE sui prodotti realizzati con lavoro forzato. Particolare attenzione è dedicata alla tracciabilità delle catene di fornitura, alla valutazione dei rischi e al supporto alle PMI.

La Commissione europea ha lanciato il Forced Labour Single Portal, il portale unico a supporto dell’attuazione del Regolamento (UE) 2024/3015 sul divieto dei prodotti realizzati con lavoro forzato. Il portale, pubblicato nell’ambito del pacchetto preparatorio del 26 giugno 2026, raccoglie in un unico punto le linee guida, gli strumenti di valutazione del rischio, la checklist per le PMI, l’elenco delle autorità nazionali competenti e le risorse utili per imprese e stakeholder.
Il portale ha una funzione preparatoria, in vista dell’applicazione effettiva del regolamento a partire dal 14 dicembre 2027, data dalla quale sarà vietata l’immissione sul mercato UE, la messa a disposizione e l’esportazione dall’Unione di prodotti ottenuti mediante lavoro forzato. Le imprese dovranno quindi assicurarsi che prodotti realizzati con lavoro forzato non entrino né escano dal mercato europeo. Il regolamento si applica alle imprese di tutte le dimensioni, con strumenti di supporto dedicati anche alle PMI.
Un elemento centrale del portale è rappresentato dagli strumenti per la tracciabilità delle catene di fornitura. La Commissione precisa che il punto di partenza per identificare aree e prodotti a rischio sarà la banca dati europea sui rischi di lavoro forzato, attualmente in fase di sviluppo. In aggiunta, il portale mette a disposizione un elenco non esaustivo di strumenti online gratuiti e pubblicamente accessibili, che possono aiutare le imprese a migliorare la tracciabilità dei fornitori e degli input, organizzare le informazioni lungo la supply chain e rafforzare la propria capacità di individuare eventuali rischi. Ma resta in capo alle imprese la responsabilità di organizzare adeguatamente i propri sistemi di controllo, tracciabilità e gestione del rischio.
Durante eventuali indagini, le imprese potranno essere chiamate a fornire informazioni su come affrontano i rischi di lavoro forzato nelle proprie catene di fornitura. Qualora venga accertata la presenza di lavoro forzato, esse dovranno conformarsi alla decisione adottata dalle autorità competenti. In questo senso, una migliore conoscenza della propria supply chain non rappresenta solo un adempimento preparatorio, ma anche uno strumento per ridurre rischi legali, finanziari, operativi e reputazionali, contribuendo al tempo stesso a garantire condizioni di concorrenza più eque per le imprese che rispettano standard elevati in materia di lavoro. Una precisazione utile: il portale è già online, ma non tutti gli strumenti sono già pienamente operativi. In particolare, il canale unico per la segnalazione di casi sospetti sarà disponibile solo dal 14 dicembre 2027. Di interesse e reperibili sul portale, anche i webinar formativi previsti dalla CE a partire dal prossimo 14 settembre con focus settoriali (tessile, elettronica e semiconduttori, pesca, automotive, solare).