Il Digital Networks Act mira a modernizzare e armonizzare le regole UE sulle reti di connettività per stimolare investimenti, servizi paneuropei e cooperazione tra operatori.Per PMI e territori il DNA può tradursi in migliore connettività e accesso a tecnologie avanzate, con un ruolo chiave delle Camere nell'accompagnare la transizione verso fibra, 5G e oltre.

Lo scorso 21 gennaio la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento Digital Networks Act (DNA) con l’obiettivo di aggiornare e armonizzare le norme dell’UE sulle reti di connettività, favorendo al contempo nuovi investimenti nelle infrastrutture in fibra e nelle reti mobili avanzate. In concreto, la proposta punta a:
· semplificare l’accesso al mercato UE, con registrazione unica per gli operatori
· favorire servizi paneuropei, anche satellitari, con regole comuni sullo spettro
· aumentare la prevedibilità per gli investimenti con licenze più lunghe e rinnovabili
· promuovere la condivisione dello spettro (“use it or share it”)
· stimolare la cooperazione tra operatori di rete, cloud e fornitori di contenuti
Per le PMI, significa potenzialmente connettività migliore, più economica, e accesso a tecnologie come cloud e AI. Per le Camere, il DNA ha la potenzialità di creare un quadro abilitante per la digitalizzazione dei servizi e impattare l’attrattività territoriale, specialmente nelle aree dove la connettività è un fattore chiave di competitività e attrazione di imprese e talenti.
Entro il 2029, gli Stati membri dovranno presentare piani di transizione, che includano la dismissione delle reti in rame e il passaggio a reti ad altissima capacità (fibra, 5G, 6G). I piani dovranno garantire tutela per utenti e imprese, assicurando continuità del servizio e informazioni chiare sulle migrazioni. Tra il 2030 e il 2035, lo spegnimento delle reti in rame e la diffusione di reti avanzate creeranno le basi per un ecosistema digitale innovativo, rendendo AI, cloud e manifattura digitale accessibili su larga scala.
Sul fronte delle reti mobili, l’Italia presenta oggi una copertura 5G molto ampia in termini di popolazione, con una diffusione elevata soprattutto nei contesti urbani. Restano tuttavia differenze territoriali significative, in particolare nelle aree rurali, montane e periferiche, dove la copertura geografica e la qualità del servizio sono più limitate. Parallelamente, è in corso il passaggio verso il 5G Standalone, necessario per abilitare applicazioni avanzate nei settori produttivi e dei servizi. Quanto al 6G, la tecnologia è ancora in fase di ricerca e sviluppo, con un orizzonte di diffusione commerciale atteso nel prossimo decennio. La sfida sarà garantire continuità negli investimenti e nelle politiche sullo spettro per non ampliare il divario competitivo con altri Paesi.
Il percorso legislativo è solo all’inizio e il Digital Networks Act è destinato ad evolversi nei prossimi mesi, rendendo importante seguirne da vicino gli sviluppi per intercettarne opportunità e possibili criticità. Le scadenze previste tra il 2029 e il 2035 avranno un impatto concreto su territori e imprese e anticiparne gli effetti, accompagnando le PMI nella transizione digitale, sarà una sfida importante per le Camere di commercio. Continueremo quindi a monitorare il dossier e ad aggiornare sui principali sviluppi.