Con l’European Innovation Act, la Commissione punta a trasformare più efficacemente ricerca e innovazione in crescita e competitività per le imprese europee. Proprietà intellettuale, accesso ai finanziamenti e appalti innovativi sono al centro del nuovo quadro proposto.

Lo scorso 9 settembre la Commissione europea ha presentato l’European Innovation Act. La proposta di regolamento, annunciata nella Startup and Scaleup Strategy, rientra nelle iniziative previste dalla Bussola per la competitività.
L’intervento mira a ridurre il divario strutturale tra l’elevata capacità europea di generare ricerca e innovazione e la difficoltà di tradurne i risultati in imprese europee scalabili, adeguatamente capitalizzate e competitive sui mercati internazionali. La presenza di normative differenti nei singoli Stati membri, insieme alle difficoltà nel reperire capitali, continua infatti a rallentare lo sviluppo delle aziende e la loro espansione oltre i mercati nazionali.
Uno degli assi qualificanti della proposta riguarda la valorizzazione della proprietà intellettuale. Sebbene brevetti, tecnologie proprietarie e altri asset immateriali costituiscano spesso una componente determinante del valore delle imprese innovative, l’assenza di metodologie di valutazione sufficientemente standardizzate ne limita l’impiego come garanzia e come leva per attrarre risorse finanziarie. In base alla proposta, l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, istituirà un centro di competenza dedicato. Il centro dovrebbe fornire assistenza alle imprese, raccogliere dati e sostenere lo sviluppo di metodi comuni di valutazione.
La proposta prevede inoltre l’istituzione di un marketplace digitale europeo destinato a favorire la circolazione e la valorizzazione degli asset di proprietà intellettuale, agevolando l’incontro tra titolari dei diritti e potenziali acquirenti o licenziatari. La piattaforma sarà affiancata da servizi specialistici di assistenza alle imprese che offriranno una guida nelle operazioni di commercializzazione e trasferimento degli asset.
Infine, la proposta introduce un quadro europeo armonizzato per gli appalti pubblici di ricerca e sviluppo, compresi gli appalti precommerciali, attraverso i quali le amministrazioni affidano a più operatori lo sviluppo e la sperimentazione progressiva di soluzioni innovative prima della loro commercializzazione. La proposta di regolamento disciplina inoltre le procedure congiunte in diversi Stati membri.
Il nuovo quadro delinea così un intervento mirato sui principali snodi che collegano ricerca, proprietà intellettuale, finanziamenti e domanda pubblica di innovazione. Occorrerà ora valutarne il potenziale impatto e il coordinamento con le discipline nazionali, e seguirne l’evoluzione nel corso dell’esame e dei negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio.