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Il valore delle partnership nella progettazione europea: il network delle Camere di Commercio Italiane all'estero

22/05/26

I programmi di finanziamento europei richiedono partenariati solidi, internazionali e fondati sulla fiducia per generare impatti duraturi e replicabili. In questo contesto, le Camere di Commercio Italiane all’estero rappresentano partner strategici ideali grazie alla loro rete globale, natura binazionale e consolidata esperienza nella progettazione europea.

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I programmi di finanziamento europei rappresentano oggi uno strumento indispensabile per offrire a imprese, startup, enti pubblici, università, associazioni e professionisti opportunità di crescita e consolidamento, favorendo così il rafforzamento del tessuto economico e sociale europeo soprattutto in un momento storico particolarmente delicato e in costante evoluzione quale quello attuale.


Ecco perché occorre puntare su progetti e iniziative in grado di creare risultati duraturi, replicabili, trasferibili, fortemente orientati alla dimensione internazionale e non legati allo stretto contesto locale e nazionale.


In questo scenario di una progettualità sempre più sfidante assume un ruolo centrale l’elemento del partenariato, vero asset strategico, capace di garantire una ampia diffusione dei benefici del progetto, promuovendo nel contempo la creazione di network transnazionali di best practice.


Un partenariato efficace, oltre a rispondere ai criteri di eterogeneità, complementarità delle competenze e adeguatezza della dimensione deve poter contare su un fattore, meno tangibile ma sicuramente di grande rilievo, che è quello del rapporto fiduciario.


Essere all’interno di un partenariato significa essere soggetti accreditati e possedere una rete qualificata di contatti a livello internazionale per poter sviluppare un’azione comune su specifiche tematiche di interesse.


Ed è proprio nella parola RETE che le Camere di Commercio Italiane all’estero (CCIE) trovano la propria dimensione: le CCIE, infatti, sono una rete, con ben 86 strutture in 63 Paesi del mondo, che opera attraverso contatti stabili con partner locali nel Paese estero di riferimento e con partner italiani, in primis con il Sistema camerale italiano.


Per loro stessa natura di soggetti bi-nazionali fortemente radicati sui territori esteri, le CCIE costituiscono, quindi, un soggetto affidabile per la costruzione di partenariati con una spiccata vocazione alla multilateralità.


Altro fattore da considerare è la natura delle CCIE - associazioni di imprenditori e professionisti con oltre 20.000 Soci nel mondo - che svolgono un’azione di supporto allo sviluppo delle relazioni economico - commerciali tra l’Italia e il Paese in cui risiedono, con una profonda conoscenza, quindi, sia del tessuto imprenditoriale estero che italiano e delle necessità di sviluppo dei diversi territori.


Tutti questi fattori fanno di una Camera di Commercio italiana all’estero un partner ideale per tutti i progetti con focus spiccato su imprese, internazionalizzazione, sviluppo dei territori, innovazione, formazione e lavoro.

Coerentemente con queste vocazioni, le CCIE da molti anni sono attive sulla Progettazione europea, diventata ormai un asset fondamentale di attività.


Numerosi i progetti che vedono coinvolte le CCIE in qualità di partner o capofila su Programmi quali SMP - Single Market Programme, Horizon Europe, Erasmus +, CERV, Europa Creativa, INTERREG, AL INVEST a testimonianza di una sempre maggiore capacità di intervenire su campi differenti.


Le attività sulle quali le CCIE vengono ingaggiate sono soprattutto quelle di disseminazione dei risultati e comunicazioni, agendo a livello locale e internazionale grazie alle loro reti di imprese, contatti istituzionali e canali comunicativi bilingue; molto importante anche la capacità di coinvolgimento degli stakeholder e il contatto con il tessuto imprenditoriale.


I progetti europei possono definirsi come grandi “lavori di squadra” che richiedono una continua interazione tra persone, gruppi e organizzazioni, tanto in fase di concezione quanto in fase di realizzazione. Questo permette di ampliare la portata e la qualità degli interventi, di imparare gli uni dagli altri e di innovare, ma rappresenta anche un elemento di complessità addizionale che può generare motivi di potenziale conflitto.


Ecco perché è fondamentale, nella scelta dei partner, poter contare su soggetti di sintesi - quali le CCIE - con le quali i soggetti italiani possano confrontarsi a “livello binazionale”, condividendo non solo la lingua, ma anche visioni comuni sui benefici che il progetto debba portare alla componente “italiana”, pur non tralasciando gli aspetti peculiari e le altre partnership “locali” del Paese in questione, al fine di dare valore aggiunto all’azione.


lidia.marconi@assocamerestero.it

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