Il nuovo rapporto di Eurochambres evidenzia come l’incertezza nelle politiche commerciali stia pesando sulla propensione agli investimenti delle imprese europee, con implicazioni significative per l’economia italiana.

Il recente studio “The Impact of Trade Policy Uncertainty on Investment in the EU” pubblicato da Eurochambres analizza l’effetto dell’incertezza delle politiche commerciali (Trade Policy Uncertainty – TPU) sugli investimenti aziendali nei 24 Stati membri dell’Unione Europea nel periodo 2000–2025. L’analisi, basata su modelli econometrici rigorosi, rivela una relazione statisticamente significativa e economicamente rilevante: livelli più elevati di incertezza commerciale si associano a un calo degli investimenti delle imprese, con effetti più intensi nei paesi economici più aperti e orientati all’export, come l’Italia.
Nel dettaglio, una variazione di 100 punti dell’indice TPU è associata a una riduzione del rapporto investimenti/PIL di circa 2,4 punti percentuali, che può arrivare fino a 4,4 punti percentuali nei paesi fortemente orientati all’export se si considera un effetto ritardato di un anno. In un contesto globale di crescente incertezza politica e commerciale, derivante da tensioni geopolitiche, trade war e modifiche imprevedibili nei regimi tariffari, queste dinamiche comportano un rallentamento della propensione delle imprese italiane e europee a investire in espansione produttiva, tecnologie e innovazione.
Per l’Italia, dove le esportazioni manifatturiere rappresentano una quota significativa dell’attività economica, la maggiore vulnerabilità all’incertezza delle regole del commercio internazionale pesa sull’accesso ai mercati e sulle scelte strategiche di investimento delle imprese. La recente indagine dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne – citata nel rapporto – mostra come una quota rilevante di imprese italiane manifatturiere abbia già iniziato a rivedere piani di espansione e strategie di mercato in risposta all’incertezza sui dazi statunitensi, ai costi di approvvigionamento e alle prospettive di accesso ai mercati extra-UE.
La principale raccomandazione del rapporto è chiara: per sostenere gli investimenti in Europa e in Italia è indispensabile un quadro di politiche commerciali stabile e prevedibile, fondato su accordi commerciali efficaci, concorrenza leale e coerenza tra politiche interne ed esterne dell’Unione. Sarà cruciale, per i decisori politici, promuovere certezze normative che favoriscano fiducia e pianificazione di lungo periodo, elementi essenziali per rafforzare la competitività industriale dell’Italia nel mercato globale.
In questo scenario, la riduzione dell’incertezza non è solo una questione tecnica, ma un elemento strategico per rilanciare investimenti, crescita e occupazione nel cuore produttivo dell’Europa.