1. ASCAME ha recentemente rafforzato il proprio ruolo quale voce del settore privato mediterraneo presso le istituzioni dell’UE. Di recente siete stati al Parlamento europeo per contribuire all’attuazione del Patto per il Mediterraneo. Come vede evolvere questo ruolo e quali sono le priorità concrete che state portando nell’agenda europea?
La nostra priorità principale è garantire che la voce del settore privato sia pienamente coinvolta nella definizione e nell’attuazione del Patto per il Mediterraneo. ASCAME ha la peculiarità di essere l’organizzazione di più lunga tradizione che riunisce il settore privato delle due sponde del Mediterraneo. Una caratteristica che le conferisce una posizione strategica, in grado di generare benefici significativi sia per le economie del Mediterraneo meridionale sia per l’Unione europea.
La recente missione istituzionale di alto livello di ASCAME a Bruxelles ha rappresentato un passaggio importante nel rafforzamento delle relazioni tra le Camere di commercio del Mediterraneo e le istituzioni dell’Unione europea. La nostra delegazione, composta da Presidenti e rappresentanti delle Camere mediterranee, ha incontrato la Commissaria Dubravka Šuica, diversi membri del Parlamento europeo e il CEO di Eurochambres.
Gli incontri hanno avuto l’obiettivo di consolidare il ruolo di ASCAME quale principale rappresentante del settore privato mediterraneo nell’attuazione del Patto per il Mediterraneo. Ci hanno inoltre consentito di rafforzare la collaborazione con la Commissione e il Parlamento europeo, con l’obiettivo di contribuire attivamente alla concreta attuazione del Patto. Abbiamo espresso la nostra piena disponibilità a collaborare sulle aree prioritarie del piano d’azione, tra cui cooperazione imprenditoriale, connettività, sviluppo delle competenze, innovazione e competitività.
Il nostro messaggio è chiaro: se l’Europa intende costruire una reale prosperità condivisa con i propri partner mediterranei, non può prescindere dal settore privato. Deve poter contare sulle imprese, insieme agli altri attori chiave della regione. Sono infatti le imprese a generare occupazione, investimenti, innovazione e opportunità. Una visione pienamente condivisa dalla Commissaria Šuica, che ha sottolineato il ruolo strategico del settore privato per il successo del Patto.
In questo contesto, ASCAME si propone come interlocutore di riferimento per le istituzioni europee. Con oltre 130 Camere di commercio di 18 Paesi, rappresentative di milioni di imprese, costituisce un ponte privilegiato tra le istituzioni e l’economia reale. Il nostro obiettivo è fare in modo che il Patto produca risultati concreti in termini di crescita, occupazione e prosperità condivisa. Siamo pronti a mettere in collegamento le istituzioni dell’UE con gli attori economici capaci di trasformare le ambizioni del Patto in risultati concreti.
ASCAME ha contribuito alla definizione del Patto fin dalle sue prime fasi, portando la prospettiva del settore privato. I due principali gruppi politici del Parlamento europeo, il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Socialisti e Democratici, ci hanno chiesto contributi e osservazioni sulla relazione del Parlamento dedicata al Patto, di cui l’eurodeputato Nicola Zingaretti è relatore.
Abbiamo inoltre avviato un dialogo diretto con un altro importante organo consultivo dell’UE, il Comitato economico e sociale europeo, a seguito dell’adozione di un parere sul Patto e sul ruolo del settore privato. ASCAME sta costruendo partenariati con tutti i principali attori coinvolti. Guardando al futuro, le imprese mediterranee devono diventare protagoniste della costruzione di una regione più connessa, competitiva, resiliente e prospera, traducendo le ambizioni del Patto in opportunità economiche, investimenti, innovazione e crescita sostenibile.
2. Il Patto per il Mediterraneo apre una nuova fase basata sulla “titolarità condivisa”. Quali dovrebbero essere, secondo ASCAME, le principali priorità economiche affinché il Patto si traduca in concrete opportunità per le imprese? E quale strategia intendete adottare per rendere il settore privato un partner attivo nella sua attuazione?
Una delle principali priorità di ASCAME è costruire ponti economici nel Mediterraneo e creare opportunità di prosperità condivisa. Per farlo è necessario assicurare al settore privato una voce forte nel dibattito sul futuro della regione. L’Unione europea e il settore privato, insieme agli altri attori coinvolti nel Patto, dovrebbero sviluppare un dialogo continuo, capace di definire congiuntamente le priorità attraverso un processo inclusivo, partecipativo e collaborativo.
Questo confronto dovrebbe riguardare alcune priorità strategiche fondamentali: transizione energetica verde, economia blu, competitività, creazione di occupazione, innovazione, imprenditoria femminile e crescita economica sostenibile. L’obiettivo deve essere garantire che politiche e investimenti riflettano le esigenze e le opportunità presenti su entrambe le sponde del Mediterraneo.
ASCAME può offrire un contributo importante proprio perché riunisce gli attori privati dell’intera area mediterranea. Le Camere aderenti hanno posto il Patto per il Mediterraneo al centro del piano strategico adottato dal Comitato esecutivo a Marsiglia. Si tratta di un’opportunità unica per contribuire al futuro del Patto in stretta collaborazione con tutte le Camere, facendo in modo che le sue priorità siano ancorate alle esigenze reali delle imprese e si traducano in iniziative concrete.
I nostri eventi settoriali annuali, organizzati insieme alle Camere associate e ai principali partner economici, costituiscono uno strumento strategico per contribuire alla definizione delle politiche e orientare gli investimenti. Vogliamo aprire questi appuntamenti a tutti i partner del Patto: da MedaLogistics a Barcellona, nel maggio 2026, a Meditour ad Agadir, a giugno, fino al prossimo MedaCity Forum di Cagliari, in ottobre, e al nostro principale appuntamento, l’Euro-Mediterranean Business Forum del Pireo, previsto a novembre.
Queste piattaforme riuniscono rappresentanti pubblici e privati per affrontare temi quali connettività, turismo sostenibile, innovazione urbana, investimenti e cooperazione regionale, coinvolgendo direttamente gli attori dell’economia reale mediterranea. È stato proprio durante l’Euro-Mediterranean Business Forum tenutosi a Barcellona nel 2025 che l’Unione europea ha presentato per la prima volta il proprio Patto per il Mediterraneo alla comunità imprenditoriale della regione. Vogliamo che tutti i nostri eventi prevedano uno spazio specificamente dedicato al Patto, creando occasioni di confronto diretto tra Unione europea e settore privato.
ASCAME intende infine valorizzare il grande potenziale del Mediterraneo meridionale, una regione ricca di giovani talenti, innovazione digitale e capacità nel settore delle energie rinnovabili. Da Barcellona, nel cuore del Mediterraneo, ASCAME punta a consolidare il proprio ruolo di principale ponte economico tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, quale organizzazione imprenditoriale capace di abbracciare l’intera regione.
3. Il Comitato economico e sociale europeo ha sottolineato come il coinvolgimento strutturato e permanente della società civile organizzata sia fondamentale per il successo del Patto. In che modo l’UE potrebbe istituzionalizzare maggiormente il ruolo di organizzazioni come ASCAME nella governance, nell’attuazione e nel monitoraggio del nuovo quadro?
Il Patto per il Mediterraneo pone le persone al centro della propria visione, riconoscendo che il futuro della regione dipenderà dalla capacità di valorizzare i cittadini, rafforzarne le competenze e creare opportunità di prosperità condivisa.
Il coinvolgimento strutturato e permanente della società civile sarà senza dubbio determinante per il successo del Patto. Le Camere di commercio sono parte integrante della società e del tessuto economico e industriale della regione. In quanto rappresentanti delle imprese e delle economie locali, devono essere pienamente coinvolte in questo processo.
ASCAME è impegnata a promuovere iniziative capaci di rafforzare lo sviluppo umano quale motore dell’integrazione mediterranea, assicurando che cittadini, imprese e comunità possano partecipare attivamente alla costruzione del futuro della regione.
Negli ultimi mesi abbiamo intensificato la cooperazione con le istituzioni dell’UE e continueremo in questa direzione, rafforzando il dialogo con il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Comitato economico e sociale europeo. Vogliamo garantire che la voce del settore privato mediterraneo sia presente nella definizione e nell’attuazione delle politiche euro-mediterranee. Grazie all’impegno dei Presidenti delle nostre 130 Camere associate, abbiamo definito una roadmap comune che pone il nuovo Patto per il Mediterraneo al centro della nostra azione.
Attraverso ASCAME, il settore privato può inoltre contribuire a rafforzare la formazione, la mobilità e lo sviluppo dei talenti nella regione. Promuovendo opportunità di apprendimento transfrontaliero, consolidando gli ecosistemi dell’innovazione e favorendo la circolazione delle competenze, ASCAME intende contribuire alla formazione di una nuova generazione di professionisti mediterranei in grado di sostenere una crescita inclusiva e una maggiore integrazione regionale.
ASCAME riconosce inoltre l’enorme potenziale rappresentato dalla struttura demografica della regione. Con una delle popolazioni più giovani al mondo, il Mediterraneo offre un’opportunità unica per investire nei giovani come risorsa strategica per la crescita di lungo periodo. ASCAME può svolgere un ruolo centrale nel mettere in contatto i giovani talenti con imprese, Camere di commercio e poli dell’innovazione.
L’impegno di ASCAME a favore della mobilità delle competenze nel Mediterraneo trova inoltre espressione nella partecipazione, in qualità di partner strategico, a importanti iniziative europee. Attraverso programmi quali Interreg – con i progetti RECIRCLE MED, SMAC e D4T – e PRIMA, con il progetto STAPLES, ASCAME contribuisce a progetti di cooperazione transfrontaliera volti a rafforzare occupabilità, innovazione e capacità nella regione. Queste iniziative permettono di favorire la circolazione delle conoscenze, avvicinare gli enti di formazione alle esigenze del settore privato e promuovere azioni comuni per ridurre gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, contribuendo alla costruzione di un ecosistema mediterraneo condiviso dei talenti.
L’attuale contesto geopolitico pone inoltre sfide significative. La crescente instabilità incide direttamente sulla logistica, sui trasporti e sulle catene di approvvigionamento, aumentando l’incertezza per le imprese e indebolendo la competitività regionale. Per ASCAME, promuovere la pace e la stabilità nel Mediterraneo non rappresenta quindi soltanto una priorità politica, ma anche un imperativo economico: una regione pacifica offre un contesto più prevedibile, connesso e attrattivo per gli investimenti e la crescita delle imprese.
Parallelamente, il Mediterraneo deve affrontare la grande sfida della transizione sostenibile. Nonostante i progressi già compiuti, in particolare nelle energie rinnovabili, nell’economia circolare e nei porti verdi, resta ancora molto da fare affinché tutti i Paesi e i settori possano avanzare allo stesso ritmo. Accelerare questa transizione sarà essenziale per rafforzare la resilienza, ridurre le vulnerabilità e posizionare il Mediterraneo come protagonista della competitività sostenibile.
4. Le PMI costituiscono la spina dorsale dell’economia mediterranea. Qual è il ruolo delle Camere di commercio del Mediterraneo nel sostegno a queste imprese e come può essere ulteriormente sviluppata la cooperazione tra ASCAME e organizzazioni come Eurochambres per rafforzare la voce e il sostegno alle PMI a livello europeo?
Le PMI rappresentano la spina dorsale dell’economia mediterranea e le Camere di commercio svolgono un ruolo decisivo nel sostenerne la crescita, la competitività e l’internazionalizzazione. In quanto istituzioni più vicine alla comunità imprenditoriale, le Camere forniscono servizi essenziali per aiutare le PMI a orientarsi nel quadro normativo, accedere ai finanziamenti, sviluppare competenze e raggiungere nuovi mercati.
La loro attività contribuisce direttamente allo sviluppo delle economie locali e alla crescita nazionale, sostenendo imprenditorialità, innovazione e creazione di posti di lavoro. Attraverso programmi di formazione, sostegno all’export, servizi di consulenza e piattaforme che mettono in collegamento le imprese con nuove opportunità, le Camere contribuiscono alla resilienza delle PMI e alla loro capacità di adattarsi a un contesto globale sempre più complesso.
In questo quadro, ASCAME svolge un ruolo di catalizzatore regionale, amplificando l’impatto delle Camere nazionali e locali attraverso la promozione della cooperazione, dello scambio di conoscenze e di iniziative congiunte in tutto il Mediterraneo.
Rafforzare la collaborazione con organizzazioni come Eurochambres, l’Associazione delle Camere di commercio europee, è fondamentale per garantire che la voce delle PMI mediterranee sia ascoltata a livello dell’UE. Una cooperazione più strutturata potrebbe comprendere azioni coordinate di rappresentanza sulle principali priorità mediterranee, la partecipazione congiunta ai programmi europei e lo sviluppo di piattaforme comuni a sostegno delle PMI in ambiti quali digitalizzazione, sostenibilità, innovazione e accesso ai finanziamenti europei.
Lavorando insieme, ASCAME ed Eurochambres possono rafforzare il peso strategico del Mediterraneo nell’agenda dell’UE e contribuire affinché le PMI dispongano degli strumenti necessari per crescere in un contesto economico competitivo e in rapida evoluzione. Eurochambres rappresenta infatti, a livello europeo, la rete camerale e la comunità imprenditoriale.
Il prossimo Congresso di Eurochambres a Valencia, in programma a fine settembre, rappresenta un’importante occasione per rafforzare la cooperazione tra le Camere europee e i principali stakeholder, condividere buone pratiche e riflettere su come la rete camerale possa continuare ad affiancare imprese e decisori pubblici nell’affrontare sfide e opportunità comuni.
5. Sulla base dell’esperienza maturata da ASCAME nella regione, quali settori offrono oggi le maggiori potenzialità di cooperazione tra le PMI euro-mediterranee? E quali forme di partenariato potrebbero favorire più efficacemente lo sviluppo di progetti comuni, investimenti e nuove opportunità di mercato?
Sulla base dell’esperienza di ASCAME nella regione, diversi settori presentano oggi un potenziale particolarmente significativo per la cooperazione tra le PMI euro-mediterranee, grazie agli asset strategici dell’area e alle opportunità generate dalle grandi transizioni in corso.
In primo luogo, una maggiore connettività e mobilità, sostenute da investimenti nelle infrastrutture, nella logistica e nei trasporti, rappresentano un’opportunità decisiva. Il miglioramento dei porti, dei corridoi multimodali, dei sistemi logistici digitali e delle reti di trasporto transfrontaliere può rafforzare in modo significativo le catene del valore regionali, ridurre i costi per le PMI e aprire nuovi mercati. Una cooperazione più intensa in questi ambiti consentirebbe alle imprese euro-mediterranee di sviluppare congiuntamente progetti capaci di aumentare efficienza, resilienza e competitività.
La transizione sostenibile rappresenta un altro importante motore di cooperazione. I Paesi mediterranei, in particolare quelli della sponda meridionale, dispongono di importanti risorse nel campo delle energie rinnovabili, a partire dal solare e dall’eolico. Esiste quindi un enorme potenziale per investimenti congiunti nell’energia verde, nell’efficienza energetica, nell’economia circolare e nei processi industriali sostenibili. Le PMI possono beneficiare di piattaforme comuni per l’innovazione, progetti pilota transfrontalieri e partenariati capaci di accelerare l’adozione delle tecnologie verdi e, al tempo stesso, contribuire agli obiettivi climatici della regione.
Parallelamente, la trasformazione digitale sta creando nuove opportunità di collaborazione in settori quali servizi digitali, commercio elettronico, fintech, manifattura intelligente e intelligenza artificiale. Molti Paesi del Mediterraneo meridionale dispongono di ecosistemi imprenditoriali dinamici e fortemente orientati all’innovazione, che possono diventare partner ideali per le PMI europee interessate a sviluppare congiuntamente soluzioni digitali, favorire la crescita delle startup o entrare in nuovi mercati.
Rafforzare la cooperazione tra ASCAME e le principali organizzazioni regionali ed europee, tra cui Eurochambres, l’Unione per il Mediterraneo e l’Istituto Europeo del Mediterraneo, è essenziale per dare maggiore scala a queste iniziative. Partenariati più profondi e strutturati consentirebbero di coordinare meglio l’azione di rappresentanza a livello dell’UE, accedere congiuntamente ai programmi europei e sviluppare piattaforme comuni capaci di facilitare la collaborazione diretta tra PMI dell’intera regione.
Attraverso questa cooperazione sarà possibile creare nuove opportunità imprenditoriali, accelerare lo sviluppo di progetti transfrontalieri e rafforzare il Mediterraneo quale spazio economico dinamico, innovativo e sempre più interconnesso.
