La Commissione propone una riforma della normazione europea per accelerare l’elaborazione degli standard tecnici, facilitarne l’accesso e rafforzare la partecipazione delle PMI. Il testo passa ora all’esame di Parlamento europeo e Consiglio.

Lo scorso 6 ottobre la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per modernizzare il sistema europeo di normazione, sostituendo il regolamento (UE) n. 1025/2012. L’obiettivo è accelerare l’elaborazione degli standard tecnici, rafforzare la partecipazione delle PMI e sostenere la competitività europea.
Per le imprese, gli standard rappresentano uno strumento concreto per operare nel mercato unico, in quanto definiscono specifiche tecniche comuni e facilitano la dimostrazione della conformità ai requisiti europei. Nei settori interessati, l’applicazione delle norme armonizzate consente infatti di beneficiare di una presunzione di conformità ai requisiti che esse coprono, riducendo incertezze e costi.
La proposta interviene anzitutto sui tempi. Attraverso scadenze più chiare e strumenti alternativi utilizzabili a determinate condizioni, la Commissione punta a ridurre da sei a quattro anni il tempo medio di elaborazione di una norma. Per le imprese innovative, una disponibilità più tempestiva degli standard potrebbe facilitare l’introduzione sul mercato di nuovi prodotti e tecnologie, soprattutto nei comparti digitali e della transizione verde.
Un secondo ambito riguarda l’accessibilità del sistema. La proposta rafforza gli obblighi degli organismi di normazione europei e nazionali per garantire una partecipazione effettiva delle PMI. Prevede inoltre archivi dedicati per l’accesso gratuito alle norme elaborate a sostegno del diritto UE. Le misure mirano a ridurre le barriere economiche e informative e a consentire alle piccole imprese di incidere maggiormente sulle specifiche tecniche che utilizzeranno. La riforma intende anche rafforzare il coordinamento europeo nella definizione degli standard internazionali.
Sul piano legislativo, la proposta sarà esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Le due istituzioni potranno modificarne il contenuto e dovranno concordare un testo prima dell’adozione definitiva. Le misure annunciate non sono quindi ancora operative: tempi e condizioni di applicazione dipenderanno dall’esito del negoziato.
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