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Pacchetto sovranità tecnologica: chip, cloud e IA al centro della nuova strategia UE

19/06/26

La Commissione europea ha presentato un pacchetto sulla sovranità tecnologica che comprende il Chips Act 2.0, nuove regole per cloud e IA, una strategia open source e una roadmap per la digitalizzazione dell’energia, con l’obiettivo di rafforzare autonomia, capacità produttiva e infrastrutture digitali dell’UE. Le misure puntano a sostenere investimenti, innovazione e appalti strategici, favorendo lo sviluppo di semiconduttori, data center, servizi cloud europei e applicazioni dell’IA, anche nel settore energetico fino al 2030.

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Con la pubblicazione, lo scorso 3 giugno, del pacchetto sulla sovranità tecnologica europea, la Commissione europea ha voluto delineare un approccio sistemico e coordinato, capace di intervenire sull’intera catena del valore tecnologico. Il pacchetto si articola in due proposte legislative:  la proposta di regolamento sui chip 2.0 e la proposta di regolamento sullo sviluppo del cloud e dell'IA, e due proposte non legislative: la strategia open source e una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'IA nel settore dell'energia.


Il Chips Act 2.0 punta  a consolidare la capacità produttiva europea, migliorare la resilienza della catena di approvvigionamento e stimolare la domanda interna, in un settore considerato strategico per l’economia digitale. Sul lato della domanda tra le misure previste ci sono i “Demand Accelerators”, pensati per mettere in contatto produttori di chip e imprese dei settori a valle, così da orientare lo sviluppo di nuovi prodotti verso applicazioni industriali concrete e ridurre i tempi di arrivo sul mercato. La proposta punta anche a usare meglio la domanda pubblica: negli appalti relativi a infrastrutture critiche o servizi essenziali, le amministrazioni potranno valorizzare criteri legati alla sicurezza dell’approvvigionamento e al valore aggiunto europeo, non solo al prezzo. Inoltre, il ricorso agli appalti innovativi dovrebbe creare prime commesse e casi d’uso per startup, scaleup e tecnologie sviluppate in Europa, anche in collegamento con la crescita di data center, cloud provider e AI Gigafactories.


Sul lato dell’offerta, il regolamento proposto rafforza gli strumenti per far partire investimenti produttivi lungo tutta la catena del valore dei semiconduttori. Viene chiarito che il sostegno pubblico ai progetti “first-of-a-kind” può riguardare non solo la fabbricazione dei chip, ma anche design collegato alla manifattura, materiali speciali, apparecchiature, circuiti stampati, packaging avanzato e assemblaggio. A livello territoriale, viene introdotta anche l’etichetta di Semiconductor Region of Excellence, destinata alle regioni che presentano un piano credibile di investimenti, competenze, infrastrutture e collaborazione industriale per attrarre nuovi insediamenti nel settore.


Tra le misure concrete previste dalla  proposta di regolamento sullo sviluppo del cloud e dell'IA, figurano il rafforzamento della capacità di calcolo e dei data centre nell’UE, con l’obiettivo di triplicare la capacità europea nei prossimi cinque-sette anni, e l’introduzione di “data centre acceleration zones” per semplificare e velocizzare le procedure autorizzative. La proposta prevede inoltre il riconoscimento di progetti strategici per i data centre, un quadro europeo di sovranità per i servizi cloud articolato su quattro livelli di garanzia, obblighi di valutazione del rischio per Stati membri ed enti pubblici, criteri specifici per gli appalti pubblici di servizi cloud e sistemi di IA, nonché la creazione della federazione europea del cloud pubblico, EuroCloud, per favorire la condivisione di servizi cloud e capacità tra amministrazioni.


Un’attenzione specifica è riservata anche all’open source, con misure per promuovere il riuso di software sviluppato per il settore pubblico e la creazione di un catalogo europeo di soluzioni open source.


Infine, la Commissione evidenzia come le tecnologie digitali siano fondamentali per migliorare l’efficienza energetica, ottimizzare le reti e favorire la diffusione delle energie rinnovabili. Sul piano temporale, la roadmap presentata prevede una sequenza di azioni già calendarizzate fino al 2030. Nel breve periodo, entro il 2026, la Commissione intende finalizzare un catalogo europeo di indicatori per le smart grids e presentare una proposta legislativa per accelerare la diffusione degli smart meters negli Stati membri. Parallelamente, nel biennio 2026-2027, Horizon Europe sosterrà con circa 75 milioni di euro lo sviluppo di tecnologie IA applicate all’energia, in particolare per reti elettriche, autoconsumo, condivisione dell’energia e storage, cui si aggiungono circa 190 milioni di euro per soluzioni digitali in materia di rinnovabili, riqualificazione degli edifici ed efficienza energetica. Per quanto riguarda la gestione delle reti, il documento ricorda che il progetto pilota AI.grids prevede lo sviluppo e il test di proof of concept nel primo trimestre 2027 e la disponibilità dei primi modelli operativi entro la fine del 2027. Dal 2027 è inoltre prevista la definizione di metriche per monitorare l’adozione di digitalizzazione e IA nel sistema energetico, mentre nel 2028 dovrebbero essere introdotti portali digitali basati su IA generativa per semplificare le procedure autorizzative di progetti rinnovabili, storage e reti.


Insieme queste misure, se approvate dai colegislatori e se implementate dagli Stati membri con risorse sufficienti,  potranno contribuire ad ampliare la scelta delle tecnologie di base per le imprese, i cittadini e le pubbliche amministrazioni dell'UE.

                                                                                                                diana.marcello@unioncamere-europa.eu

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