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PASSAPAROLA - Bilancio UE 2027: ultimo atto del ciclo 2021-2027 e ponte verso le nuove priorità europee

19/06/26

La Commissione europea ha presentato il progetto di bilancio UE per il 2027, ultimo anno dell’attuale Quadro finanziario pluriennale. La proposta conferma il sostegno a competitività, coesione, innovazione e formazione, offrendo nuove opportunità per imprese e Camere di commercio. Sullo sfondo, si intensificano i negoziati sul futuro bilancio europeo per il periodo 2028-2034

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La struttura del bilancio, così come proposta, conferma le principali priorità dell’Unione. Alla Politica agricola comune (PAC) sono destinati 54 miliardi di euro, mentre 44 miliardi finanzieranno la politica di coesione e lo sviluppo regionale. Il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) riceverà 14,5 miliardi di euro, a conferma dell’attenzione alle competenze, all’occupazione e all’inclusione sociale. Sul fronte della competitività, la Commissione propone 13,8 miliardi per ricerca e innovazione, di cui 12,8 miliardi per Horizon Europe, il principale programma europeo a sostegno della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Ulteriori 17,3 miliardi saranno dedicati a “resilienza e valori”, comprendendo 4,5 miliardi per Erasmus+, mentre 15,5 miliardi sosterranno l’azione esterna dell’Unione e le partnership internazionali. A tali risorse si aggiungono nuovi strumenti di sostegno all’Ucraina, con 4 miliardi di euro in sovvenzioni e la possibilità di mobilitare fino a 90 miliardi di euro in prestiti nel biennio 2026-2027.

 

Il confronto con il progetto di bilancio 2026 evidenzia alcuni elementi di continuità e alcune differenze significative. La proposta per il 2026 prevedeva infatti risorse complessive pari a circa 193,3 miliardi di euro, con una forte enfasi sul rafforzamento della sicurezza, della difesa, della gestione delle migrazioni e sul sostegno all’Ucraina.

Nel 2027 il volume complessivo delle risorse cresce, ma il margine di flessibilità appare sempre più limitato. Numerosi eurodeputati hanno sottolineato come gli spazi finanziari residui dell’attuale QFP siano ormai quasi esauriti, rendendo più difficile rispondere a eventuali nuove emergenze. La discussione sul bilancio annuale si intreccia pertanto con quella, ben più strategica, sul futuro quadro finanziario 2028-2034 e sulle dimensioni complessive del bilancio europeo.

Un secondo elemento di differenza riguarda la funzione di transizione del bilancio 2027. Se il 2026 era ancora pienamente inserito nell’attuazione delle priorità del ciclo in corso, il 2027 assume il ruolo di ponte verso le future politiche europee, incentrate su competitività, autonomia strategica, innovazione industriale e sicurezza economica.

Va tuttavia tenuto presente che il 2027 rappresenta l'ultimo anno dell'attuale Quadro finanziario pluriennale. Di conseguenza, la composizione del bilancio riflette anche le esigenze di gestione delle risorse residue a fine programmazione e non necessariamente anticipa in modo diretto l'orientamento delle future priorità di spesa dell'Unione.

 

Per il sistema delle Camere di commercio europee e nazionali, il progetto di bilancio 2027 contiene diversi elementi di interesse.

In primo luogo, il rafforzamento delle risorse destinate a Horizon Europe continua a offrire opportunità per la partecipazione delle imprese, in particolare delle PMI, ai programmi di innovazione, trasferimento tecnologico e cooperazione tra ricerca e industria. Le Camere possono svolgere un ruolo essenziale nell’accompagnare le imprese verso tali strumenti, facilitando l’accesso ai partenariati europei e alle reti di innovazione.

In secondo luogo, la conferma di consistenti finanziamenti per la politica di coesione e per il Fondo sociale europeo Plus mantiene aperto uno spazio rilevante per iniziative dedicate allo sviluppo territoriale, alla formazione professionale, alla riqualificazione delle competenze e al sostegno dell’imprenditorialità locale. Si tratta di ambiti nei quali il sistema camerale è tradizionalmente coinvolto come soggetto attuatore, partner di progetto e intermediario tra istituzioni e tessuto produttivo.


Anche Erasmus+ continua a rappresentare una leva importante per favorire la mobilità dei giovani, l’internazionalizzazione delle competenze e il raccordo tra formazione e mercato del lavoro. Le Camere possono contribuire a valorizzare tali strumenti attraverso progetti dedicati agli apprendisti, ai giovani imprenditori e alle reti europee delle imprese.

Infine, il crescente orientamento delle politiche europee verso la competitività e la resilienza economica rafforza il ruolo delle Camere come interlocutori privilegiati delle istituzioni nella definizione e nell’attuazione delle strategie industriali europee, in particolare per quanto riguarda la doppia transizione verde e digitale.

 

La proposta della Commissione dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, che dovranno raggiungere un accordo entro la fine del 2026. Il confronto si annuncia particolarmente delicato, poiché avviene in parallelo alle negoziazioni sul futuro Quadro Finanziario Pluriennale.

 

Le prime reazioni emerse in seno alla Commissione Bilanci del Parlamento europeo evidenziano le difficoltà del momento. Alcuni eurodeputati hanno sottolineato come gli spazi di manovra dell’attuale quadro finanziario siano ormai ridotti al minimo, mentre prosegue il confronto tra gli Stati membri sulla dimensione e sulle priorità del futuro bilancio europeo. Un dibattito destinato ad assumere un rilievo crescente nei prossimi mesi, anche alla luce delle nuove esigenze legate alla competitività, alla sicurezza e al sostegno all’Ucraina.

 

Il bilancio 2027 assume pertanto un valore che va oltre la semplice programmazione annuale: rappresenta l’ultimo tassello del ciclo finanziario inaugurato nel 2021 e segna la conclusione dell'attuale Quadro finanziario pluriennale, mentre le istituzioni europee sono impegnate nel negoziato sul futuro assetto del bilancio dell'Unione.

 

stefano.dessi@unioncamere-europa.eu

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