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QFP 2028-2034: i negoziati si concentrano sul legame tra riforme e fondi UE

31/08/26

I negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale entrano in una fase sempre più politica. Al centro del confronto, il legame proposto tra l’erogazione dei fondi europei e l’attuazione delle riforme nazionali, un approccio che divide gli Stati membri e riapre il dibattito sulla futura governance del bilancio UE.

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I negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 stanno entrando in una fase sempre più politica. Il dibattito va ormai oltre la ripartizione delle risorse tra le principali priorità dell’Unione e investe direttamente i meccanismi di governance su cui si baserà il prossimo bilancio a lungo termine. Tra le questioni più controverse figura il rafforzamento del legame tra l’erogazione dei fondi europei e l’attuazione delle riforme nazionali.


Nella proposta presentata dalla Commissione europea il 16 luglio 2025, la nuova architettura di bilancio individua nei Piani di partenariato nazionali e regionali (NRPP) il principale strumento di programmazione per investimenti e riforme nell’ambito della nuova rubrica dedicata a coesione, agricoltura, sviluppo rurale e marittimo e sicurezza. Il modello riunisce in un unico quadro diverse politiche e strumenti, tra cui la Politica agricola comune e la Politica di coesione, con l’obiettivo di rendere il bilancio più semplice, flessibile e orientato ai risultati. L’impostazione riprende in parte l’esperienza del Recovery and Resilience Facility, rafforzando l’attenzione ai risultati e alla misurazione dell’impatto.


Questo approccio ha tuttavia suscitato interrogativi e resistenze da parte di diversi Stati membri. Alcuni governi hanno espresso riserve rispetto a un ulteriore rafforzamento della condizionalità legata all’attuazione delle raccomandazioni specifiche per Paese formulate nell’ambito del Semestre europeo. Il timore è che un meccanismo eccessivamente rigido possa incidere su ambiti che restano in larga misura di competenza nazionale, quali le politiche del mercato del lavoro, i sistemi pensionistici, la fiscalità e l’organizzazione della giustizia. Altri Stati membri ritengono invece che un maggiore ricorso alla condizionalità possa contribuire a migliorare efficacia, coerenza e responsabilità nell’utilizzo delle risorse europee.


Il confronto riflette una delle principali sfide dei prossimi negoziati sul QFP: conciliare semplificazione, flessibilità e un maggiore orientamento ai risultati con il rispetto delle competenze nazionali e della governance multilivello che caratterizza numerose politiche europee. Un aspetto particolarmente rilevante per le autorità regionali e locali, chiamate a svolgere un ruolo centrale nell’attuazione di una parte significativa degli investimenti finanziati dall’UE, in particolare nell’ambito della Politica di coesione.


Più in generale, il confronto sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione definirà gli strumenti finanziari disponibili per sostenere competitività, innovazione, sicurezza, transizione verde e digitale, coesione territoriale e agricoltura. Per il sistema imprenditoriale europeo, e in particolare per le PMI attive nelle filiere interessate, l’esito dei negoziati sarà determinante non soltanto per l’entità delle risorse disponibili, ma anche per il modello di governance e le modalità attraverso cui sarà possibile accedere ai futuri programmi e alle opportunità di investimento dell’UE.


stefano.dessi@unioncamere-europa.eu

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