Il progetto CRISTAL, sviluppato da Uniontrasporti, volto alla progettazione e sperimentazione di tecnologie innovative per aumentare l’operabilità e la resilienza delle infrastrutture, per garantire almeno il 50% della capacità operativa durante gli eventi meteorologici estremi, per sviluppare nuovi modelli di governance e per facilitare la cooperazione tra i diversi soggetti oltre i confini istituzionali, modali e nazionali.

Quindici partner di nove paesi e una sfida ambiziosa: rendere le vie navigabili interne europee più efficienti, più resilienti e più sostenibili. Questi i numeri e gli obiettivi del progetto CRISTAL “Climate resilient and environmentally sustainable transport infrastructure, with a focus on inland waterways, finanziato dal programma Horizon Europe, che si è concluso il 31 dicembre 2025 e che ha coinvolto in Italia un partenariato formato da Unioncamere Italiana, Uniontrasporti, ENEA, Infrastrutture Venete, AIPo e SOGESCA.
Attraverso CRISTAL, i promotori del progetto si sono posti l’obiettivo di ideare e testare tecnologie innovative per aumentare l’operabilità e la resilienza delle infrastrutture, per garantire almeno il 50% della capacità operativa durante gli eventi meteorologici estremi, per sviluppare nuovi modelli di governance e per facilitare la cooperazione tra i diversi soggetti oltre i confini istituzionali, modali e nazionali.
Gli obiettivi specifici del progetto sono stati lo spostamento del 20% del traffico merci sulle vie navigabili interne e l’incremento dell’80% dell’affidabilità di questa modalità a livello di rete attraverso l’uso della sincromodalità e l’integrazione del trasporto intermodale nelle catene di approvvigionamento multimodali, in accordo con gli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal europeo.
Il test delle tecnologie ha rappresentato il cuore del progetto CRISTAL ed è stato condotto nell’ambito di tre progetti pilota in Italia, Francia e Polonia.
Il progetto pilota italiano “Po River Pilot” ha avuto come protagonista il sistema idroviario padano-veneto, che comprende il fiume Po e i canali Fissero-Tartaro-Canalbianco, Po di Levante e Po Brondolo. Tali vie collegano i porti di Cremona e Mantova al Mare Adriatico e alla Laguna Veneta attraversando una delle aree più industrializzate della pianura padana. La strategicità di questa rete è stata confermata anche a livello europeo nel 2024, in sede di revisione delle reti TEN-T che ha incluso il sistema idroviario tra le infrastrutture del Corridoio Mediterraneo e i porti di Cremona e Mantova tra i nodi core.
Il gruppo di lavoro italiano, guidato da Unioncamere Italiana con il supporto tecnico di Uniontrasporti, ha sviluppato e testato applicazioni tecnologiche innovative come sensori in fibra ottica, Digital Twin che mirano a creare un sistema integrato e interoperabile di raccolta dati, fondamentale per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni infrastrutturali, sia in condizioni normali che in risposta a eventi meteorologici o azioni umane che potrebbero interrompere la navigazione. Inoltre, grazie a sistemi previsionali come lo Smart Bulletin, che fornisce previsioni di navigabilità delle diverse sezioni del fiume fino a dieci giorni, e a sistemi di supporto alle decisioni, le imprese potranno pianificare le proprie attività e reindirizzare il traffico in caso di problemi, garantendo il rispetto degli accordi con i clienti entro i tempi previsti.
Uno dei punti di forza del progetto pilota italiano è stato il forte coinvolgimento di un’ampia gamma di stakeholder privati e pubblici, a testimonianza della complessità di un sistema che comprende diversi gestori di infrastrutture, autorità e tipologie di operatori che dovrebbero lavorare in sinergia per assicurare l’affidabilità e la sicurezza della navigazione fluviale italiana.
I risultati di questo confronto sono stati riassunti nel “Manifesto per lo sviluppo del sistema idroviario Padano–Veneto” che ha fornito spunti pratici per lo sviluppo sostenibile del trasporto fluviale di merci e passeggeri ed è stato presentato anche al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
In Italia, la navigazione fluviale viene utilizzata quasi esclusivamente a fini turistici, mentre movimenta solo lo 0,2% del totale delle merci nazionali. Le infrastrutture sono spesso obsolete, con alti costi di manutenzione e modernizzazione; la concorrenza di modalità di trasporto più flessibili e veloci penalizza il settore e gli eventi meteorologici estremi aumentano l’incertezza e l’imprevedibilità della navigazione. Il progetto CRISTAL ha messo a disposizione degli stakeholder gli strumenti in grado di migliorare l’affidabilità, la navigabilità e la visibilità delle vie fluviali.
Tuttavia, il futuro della navigazione interna italiana dipenderà in larga misura dalla capacità di trasformare in azioni concrete quanto sviluppato nei tre progetti pilota di CRISTAL. Fondamentali saranno gli investimenti in tecnologie, la disponibilità di incentivi per il rinnovo delle flotte, la realizzazione dei necessari aggiornamenti normativi per eliminare i vuoti e le incertezze che rendono la navigazione fluviale meno competitiva rispetto ad altre modalità di trasporto.
Per contatti:
Iolanda Conte
conte@uniontrasporti.it
Silvia Gaiardi
gaiardi@uniontrasporti.it