top of page

Intervista a Giulia Del Brenna

29/09/23

Giulia Del Brenna - Capo Unità DG Mercato interno, Industria, Imprenditorialità e PMI, Commissione europea

Rectangle 15.png

Il Mercato Unico celebra i 30 anni. A che punto siamo con la sua attuazione?


Si tratta di un anniversario importante. A 30 anni, il mercato unico è diventato molto più di un quadro giuridico o di un mercato puro e semplice. Si tratta di uno spazio di libertà, progresso, opportunità, crescita, prosperità condivisa, resilienza e di uno strumento di proiezione geopolitica. Con 440 milioni di cittadini, oltre 24 milioni di imprese, il 15 % del PIL mondiale, costituisce la più grande regione al mondo integrata in un mercato unico, pur rimanendo una delle più orientate verso l'esterno.


Il mercato unico è oggi la risorsa fondamentale dell'UE e il motore della sua competitività. In oltre 30 anni ha contribuito a migliorare la vita dei cittadini, facilitato l'attività imprenditoriale e apportato notevoli benefici economici, aumentando del 9 % il PIL europeo. Si tratta anche del mezzo per accompagnare e garantire la transizione verde e digitale dell'Europa. È all'origine dell'integrazione normativa, finanziaria e della catena di approvvigionamento dell'UE, che contribuisce a creare economie di scala e facilita la crescita delle imprese. Il mercato unico è un importante fattore di resilienza economica dell'Europa durante le crisi e le conferisce un peso geopolitico cruciale che rafforza la posizione e l'influenza dell'UE nel mondo.


Abbiamo fatto tanto in questi 30 anni, e il processo di integrazione continua: Il mercato unico deve continuare a rinforzarsi e ad adattarsi alle nuove realtà e tenere conto delle mutazioni del contesto geopolitico, degli sviluppi tecnologici, delle transizioni verde e digitale e della necessità di rafforzare la competitività e la produttività a lungo termine dell'UE.


Quali priorità si pone la Commissione per risolvere le problematiche ancora aperte?


Guardando al futuro, occorre innanzitutto una rinnovata attenzione per i seguenti aspetti:

•     far rispettare le norme esistenti del mercato unico, con il sostegno di parametri di riferimento mirati a risolvere le carenze in materia di recepimento e attuazione delle norme dell'UE;

•     eliminare gli ostacoli a livello degli Stati membri, in particolare gli ostacoli alla prestazione transfrontaliera di servizi, e negli ecosistemi industriali dotati del maggior potenziale di integrazione economica (commercio al dettaglio, edilizia, turismo, servizi alle imprese e settore delle energie rinnovabili).


A tal fine, la Commissione proseguirà la cooperazione essenziale con gli Stati membri nel seno della task force per l'applicazione delle norme sul mercato unico (SMET) e in altri consessi per il dialogo strutturato con le imprese in quanto portatori di interessi. La Commissione propone inoltre di fissare un parametro di riferimento incentrato sulla risoluzione entro 12 mesi di almeno il 90 % dei casi sottoposti ai centri SOLVIT nazionali. Tra le diverse misure previste per ridurre e prevenire gli ostacoli persistenti, la Commissione mira inoltre a semplificare gli obblighi degli Stati membri di notificare le norme nazionali e a istituire uffici nazionali per il mercato unico.


Dobbiamo inoltre continuare a stimolare le dimensioni verde e digitale del mercato unico come fonti di innovazione, crescita e competitività. Ad esempio, l'approccio del mercato unico garantirà che l'UE conservi la leadership in materia di tecnologie pulite e un vantaggio competitivo nella decarbonizzazione. A tal fine, la Commissione sta mettendo in atto norme comuni dell'UE per aiutare le imprese ad aderire all'economia circolare (ad esempio le norme sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, l'iniziativa sul passaporto dei prodotti), a integrare meglio le energie rinnovabili nel sistema energetico (ad esempio le nuove norme sulla progettazione del mercato dell'energia elettrica) e a sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla digitalizzazione (ad esempio avvalendosi dei regolamenti sui servizi digitali e sul mercato digitale e creando nuovi spazi di dati per la salute e gli appalti pubblici).


È necessario uno sforzo collettivo, basato sulla responsabilità congiunta per il mercato unico a livello nazionale e dell'UE, per mantenerlo attivo, renderlo più penetrante e sfruttarne appieno il potenziale. La Commissione continuerà a monitorare i progressi del mercato unico e proséguirà la discussione e la riflessione con gli Stati membri, e tutte la parti interessate, in modo da assicurare che il mercato unico continui a produrre risultati e a migliorare la vita dei suoi cittadini.


Come garantire a medio e lungo termine la competitività delle imprese europee?


Il modello europeo di crescita economica, basato sulla competitività sostenibile, la sicurezza economica, l'autonomia strategica aperta e la concorrenza leale, è stato fonte di prosperità negli ultimi decenni. Una forte azione comune a livello dell'UE ha stimolato l'attività economica e la produttività in passato e può ancora incoraggiare la competitività e la prosperità a lungo termine.


Per promuovere la competitività, la Commissione propone ora di concentrarsi su nove fattori che si rafforzano reciprocamente:

•     un mercato unico funzionante mediante il suo ampliamento e rendendolo più penetrante, oltre che promuovendo l'integrazione dei servizi;

•     l'accesso al capitale e agli investimenti privati attraverso un'Unione dei mercati dei capitali più integrata e il completamento dell'Unione bancaria, oltre che mediante lo sviluppo di quadri normativi dell'UE in materia fiscale e di servizi finanziari a sostegno delle imprese;

•     investimenti pubblici e infrastrutture mediante la riforma del quadro europeo di governance economica;

•     ricerca e innovazione attraverso incentivi fiscali, partenariati pubblico-privato e progetti su vasta scala per ridurre la rischiosità degli investimenti in innovazione, in particolare nei settori fondamentali delle tecnologie, del digitale e della biotecnologia nel rispetto dell'ambiente;

•     energia, attraverso la rapida diffusione delle energie rinnovabili, la digitalizzazione dei sistemi energetici e gli impianti di stoccaggio dell'energia;

•     la circolarità, promuovendo la transizione verso un'economia più circolare nell'UE;

•     la digitalizzazione attraverso un'ampia diffusione degli strumenti digitali in tutta l'economia e maggiore sostegno alla leadership nelle tecnologie digitali fondamentali quali l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, la microelettronica, il web 4.0, la realtà virtuale e i gemelli digitali e la cybersicurezza;

•     istruzione e competenze, sviluppando e riconoscendo le competenze in quanto elementi essenziali per posti di lavoro attraenti e di qualità, aumentando la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, dei giovani e dei cittadini di paesi terzi e promuovendo l'istruzione e la formazione professionale;

•     commercio e autonomia strategica aperta continuando ad aprire mercati alle imprese dell'UE grazie a rapporti più profondi con gli alleati e i partner commerciali, salvaguardando i principi del commercio equo e affrontando i rischi in modo mirato.


Come valuta l’impatto per le PMI degli strumenti posti in essere dalla Commissione per rispondere alla crisi economica attuale?


La sequenza di crisi che ha seguito la pandemia ci ha mostrato quanto le PMI siano esposte a interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ai conseguenti problemi di solvibilità. Dopo aver subito le conseguenze della crisi COVID, le PMI sono ora particolarmente colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia, dall'inflazione e dalle strozzature della catena di approvvigionamento.


Le nostre circa 24 milioni di PMI europee danno lavoro a quasi 85 milioni di persone e sono la spina dorsale della nostra industria e della nostra economia. Come dice il Commissario per il Mercato Interno Thierry Breton: “perché l'Europa si riprenda, le PMI devono riprendersi”. Questo è il motivo per cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha deciso di offrire alle nostre PMI un'ancora di salvezza, annunciando nel suo discorso sullo stato dell'Unione europea del 2022 un "relief package" per le PMI. All'inizio di quest'anno, si è inoltre impegnata a ridurre del 25% gli oneri di reporting.


Il pacchetto è stato adottato il 12 settembre 2023 e comprende una serie di misure concrete per sostenere le PMI. Si concentra sul rendere più facile fare affari nel mercato unico, anche riducendo gli oneri normativi; migliorare l'accesso ai finanziamenti; rafforzare le competenze per supportare le PMI nelle transizioni verde e digitale.


La Commissione ha inoltre presentato una proposta per la revisione della direttiva sui ritardi di pagamento per sostenere la liquidità e la capacità di investimento delle PMI; e una soluzione completa per la tassazione delle imprese nell'UE denominata Business in Europe: Framework for Income Taxation (BEFIT).

Oltre a queste nuove iniziative, è importante ricordare che il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF) eroga alle PMI un sostegno senza precedenti, pari a circa 109 miliardi di EUR. Inoltre, InvestEU fornisce importanti prodotti di debito e capitale a sostegno delle PMI, che dovrebbero mobilitare 145 miliardi di EUR di investimenti.

bottom of page