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Lo studio UE sul mercato unico digitale: verso reti transfrontaliere più integrate

Uno studio UE analizza le criticità del quadro normativo delle telecomunicazioni rispetto al mercato unico digitale, evidenziando frammentazione nazionale su spettro e autorizzazioni satellitari. Propone opzioni di riforma per armonizzare le regole a livello UE, rafforzare BEREC e integrare sostenibilità e tutela degli utenti

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Uno studio commissionato dalla Commissione Europea sul completamento del Mercato Unico Digitale analizza gli ostacoli normativi alle reti di comunicazione transfrontaliere, concentrandosi sul Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (EECC). La ricerca copre sette aree tematiche: obiettivi e parità di condizioni, servizi basati sulla qualità, autorizzazione generale, spettro radio, governance regolatoria, sostenibilità ambientale e tutela degli utenti finali.


L'analisi rivela criticità significative, il quadro normativo non ha tenuto il passo con priorità UE emergenti come sostenibilità, competitività e sicurezza. La frammentazione nazionale nell'autorizzazione dei servizi satellitari crea barriere per gli operatori pan-europei, mentre nello spettro l'UE è in ritardo rispetto a Cina, Corea del Sud e Stati Uniti nel dispiegamento del 5G standalone, con solo il 2% dei consumatori europei che vi ha accesso, contro l'80% in Cina.

Lo studio propone opzioni politiche preferite per ciascuna area, tra cui una gerarchia di obiettivi regolatori, linee guida vincolanti per i servizi di qualità, un'autorizzazione unica per le reti terrestri e un regime UE per lo spettro satellitare, maggiore prevedibilità delle licenze spettrali, la fusione di BEREC in un'unica agenzia UE decentralizzata, armonizzazione dei diritti degli utenti finali e integrazione della sostenibilità ambientale nel mandato delle autorità nazionali.


Le opzioni preferite mostrano il valore aggiunto UE più alto nell'ambito dell'autorizzazione e dello spettro, sostenendo sistemi satellitari pan-europei e maggiori investimenti nelle reti mobili. La sfida principale resta la fattibilità politica, specialmente per le proposte più ambiziose come l'integrazione della sostenibilità, che comportano complessità amministrative significative nonostante il loro potenziale a lungo termine.


grazia.covotta@unioncamere-europa.eu

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