Dossier Turismo
Sommario

1. Turismo sostenibile e competitivo: una priorità europea
Il turismo rappresenta uno dei settori economici più importanti per l’Unione europea, contribuendo a circa il 10% del PIL dell’UE e sostenendo oltre 26 milioni di posti di lavoro nel 2025, pari al 12% dell’occupazione totale. In Europa operano circa 2,3 milioni di imprese turistiche, per lo più piccole e micro, che impiegano complessivamente oltre 12 milioni di persone. La rilevanza economica si accompagna a un forte impatto sociale e culturale, rendendo il turismo un vero motore di coesione territoriale e inclusione. Allo stesso tempo, è un comparto fortemente esposto a sfide globali: transizione verde e digitale, stagionalità, attrazione dei talenti, sostenibilità ambientale e sociale.
Nel 2024, nell’UE sono state registrate 2,99 miliardi di notti in strutture ricettive, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Circa la metà di queste notti (48%) è stata generata da turisti internazionali, a testimonianza dell’attrattività dell’Europa a livello globale. I flussi sono concentrati in alcuni paesi leader: Francia (~100 milioni di visitatori internazionali), Spagna (~85 milioni) e Italia (~57 milioni), che insieme rappresentano le principali destinazioni mondiali.
L’UE continua ad attrarre circa un quarto delle entrate mondiali da turismo internazionale (25,9% nel 2023), confermando il ruolo del continente come destinazione privilegiata. Le prospettive restano positive: secondo il World Travel & Tourism Council, entro il 2035 il settore potrebbe generare 4,5 milioni di nuovi posti di lavoro, portando l’occupazione complessiva oltre i 30 milioni.
La stagionalità e la forte presenza di lavoro a tempo parziale – pari al 21% dell’occupazione turistica, contro una media inferiore del resto dell’economia – rendono vulnerabile la stabilità occupazionale. Inoltre, il settore impiega una quota significativa di donne (57% della forza lavoro nel 2023), spesso concentrate in ruoli meno qualificati.
A queste sfide si aggiungono le transizioni verde e digitale. La sostenibilità ambientale, la gestione efficiente delle risorse e la riduzione delle emissioni sono priorità del Green Deal europeo, mentre la digitalizzazione sta rivoluzionando le modalità di prenotazione, promozione e gestione delle destinazioni turistiche.
L’UE sostiene la trasformazione del settore turistico attraverso programmi, piattaforme e alleanze che mirano a rafforzarne la resilienza, migliorare la sostenibilità e favorire la competitività delle imprese, in particolare PMI e microimprese.
2. Le competenze dell’Unione europea in materia di turismo
Il turismo è riconosciuto dai Trattati come una competenza di sostegno dell’Unione europea. In particolare, l’articolo 6 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) stabilisce che l’UE può intervenire “per sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri” in determinati settori, tra cui proprio il turismo. L’articolo 195 TFUE, sancisce che l’UE debba promuovere la competitività delle imprese turistiche, incoraggi la cooperazione tra Stati membri e sviluppi un ambiente favorevole per le PMI del settore, nel rispetto del principio di sussidiarietà.
Il ruolo della Commissione europea nel turismo è definito dall’articolo 195 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che qualifica il turismo come una competenza di sostegno dell’Unione. Ciò significa che l’UE non può adottare norme che armonizzino le legislazioni nazionali in materia turistica: la regolazione del settore, la pianificazione delle destinazioni, la promozione territoriale e la gestione dei flussi turistici restano saldamente in capo agli Stati membri e, in molti casi, alle autorità regionali e locali. La Commissione interviene quindi a supporto, sostenendo e coordinando l’azione nazionale attraverso strategie comuni, buone pratiche, programmi europei e finanziamenti, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del turismo europeo e accompagnarne le transizioni verde e digitale, senza sostituirsi alle politiche nazionali.
Le priorità della Commissione europea, si inseriscono nel quadro più ampio delle strategie UE per la crescita sostenibile, la resilienza economica e la competitività. In base agli orientamenti della Commissione europea, le principali priorità possono essere sintetizzate in alcuni assi fondamentali: la transizione verde del turismo, attraverso la riduzione dell’impatto ambientale, la tutela del patrimonio naturale, la promozione di modelli sostenibili e di mobilità sostenibile; la transizione digitale, con l’uso delle tecnologie per migliorare l’esperienza dei visitatori, la gestione dei flussi e la competitività delle imprese turistiche, in particolare PMI; la resilienza e la competitività del settore, rafforzando la capacità di affrontare crisi e shock esterni e diversificando l’offerta turistica; la valorizzazione delle competenze e del lavoro nel turismo, anche tramite l’attrazione di talenti e il miglioramento delle condizioni occupazionali; la cooperazione europea e transnazionale, per promuovere destinazioni, itinerari e standard comuni; e infine un turismo più inclusivo e accessibile, capace di generare benefici economici e sociali diffusi nei territori, nel rispetto delle comunità locali.
Pur in assenza di un programma europeo dedicato esclusivamente al turismo, il settore può beneficiare in modo significativo di numerosi programmi e strumenti europei, che ne sostengono competitività, sostenibilità, innovazione e competenze. Tra questi rientrano, ad esempio, Erasmus+ per la formazione e lo sviluppo delle competenze, Horizon Europe per ricerca e innovazione, il Single Market Programme (in continuità con COSME) per il supporto alle PMI, nonché i fondi della politica di coesione – in particolare FESR e FSE+ – per lo sviluppo territoriale, la transizione verde e digitale delle destinazioni e l’occupazione nel settore.
All’interno della Commissione europea, la DG MOVE è la direzione generale di riferimento (lead service) per il turismo, coordinando le iniziative europee sul settore con altre direzioni generali e con gli Stati membri, nel rispetto delle competenze nazionali e regionali.
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3. Iniziative europee chiave per il turismo
3.1 EU Transition Pathway for Tourism
L’EU Transition Pathway for Tourism, è stato lanciato dalla Commissione europea nel 2022. È una roadmap strategica nata attraverso un processo di co-creazione che ha coinvolto Stati membri, imprese, autorità locali, associazioni di categoria, camera di commercio e stakeholder della filiera turistica. Questa collaborazione ha permesso di definire priorità condivise e concrete, con l’obiettivo di accompagnare il settore verso un modello più sostenibile, digitale e resiliente.
Il Tourism Transition Pathway si inserisce nel quadro del Green Deal europeo e della strategia per il Mercato unico, fornendo una visione comune e strumenti pratici per affrontare le sfide della doppia transizione del settore turistico.
Il documento programmatico definisce una serie di outputs concreti — azioni, strumenti e politiche — volti a rendere il turismo più sostenibile, resiliente e competitivo. Gli outputs comprendono la creazione di indicatori per misurare la sostenibilità, la digitalizzazione delle PMI turistiche, la promozione di competenze verdi e digitali, la gestione intelligente dei dati e il rafforzamento della cooperazione pubblico-privata. Queste azioni si articolano in oltre 70 obiettivi specifici, suddivisi in aree chiave come sostenibilità ambientale, innovazione digitale, resilienza economica, competenze e governance.
I pledges sono gli impegni volontari che gli attori del settore — autorità pubbliche, imprese, organizzazioni di settore, camera di commercio e altre parti interessate — hanno assunto per contribuire concretamente all’attuazione del percorso. La Commissione europea ha il ruolo di coordinamento, monitoraggio e facilitazione, garantendo la coerenza con le politiche UE e sostenendo l’attuazione tramite fondi e piattaforme di cooperazione. Gli Stati membri devono integrare le priorità del percorso nelle proprie strategie turistiche nazionali e mobilitare le risorse proprie disponibili (ad esempio PNRR e FESR). Gli stakeholder, infine, devono attuare gli impegni definiti nei loro pledges e condividere buone pratiche, diventando attori attivi nella transizione attraverso investimenti, formazione e innovazione.
Unioncamere, insieme a Dintec, Isnart e al progetto Mirabilia, sostiene attivamente il Percorso di Transizione per il Turismo, contribuendo alla diffusione di modelli di innovazione, sostenibilità e digitalizzazione a beneficio delle imprese turistiche italiane.
3.2 Pact for Skills – Tourism
Il Pact for Skills è un’iniziativa lanciata dalla Commissione europea nel 2020 nell’ambito dell’Agenda europea per le competenze, con l’obiettivo di promuovere partenariati tra imprese, autorità pubbliche, enti di formazione e parti sociali per rafforzare la riqualificazione e l’aggiornamento professionale della forza lavoro europea. Attraverso i Large-Scale Partnerships, il Patto coinvolge anche il settore del turismo, dove punta a sviluppare competenze digitali, verdi e trasversali per sostenere la resilienza delle PMI, migliorare la qualità dei servizi e favorire un modello di crescita più sostenibile e inclusivo.
Il Pact for Skills si basa su un impegno condiviso a investire nelle competenze necessarie per la doppia transizione verde e digitale, migliorando l’occupabilità e la competitività delle imprese. Nel contesto turistico, il Pact for Skills mira a rispondere alle sfide emergenti – digitalizzazione, sostenibilità, cambiamento delle preferenze dei viaggiatori – rafforzando le competenze della forza lavoro del settore. In particolare, la “Skills Partnership for the Tourism Ecosystem” definisce un obiettivo ambizioso: formare o aggiornare ogni anno almeno il 10 % della forza lavoro turistica europea dal 2023 al 2030, colmando così gap nelle competenze digitali, verdi e trasversali.
Le azioni previste comprendono l’anticipazione delle esigenze di competenze (skills intelligence), la co-progettazione di curricula, l’adozione di modalità miste di apprendimento (blended learning), e il rafforzamento dei sistemi di formazione professionale (VET) affinché integrino i nuovi profili richiesti dal settore.
La Large-Scale Skills Partnership (LSP) nel turismo è lo strumento organizzativo che traduce queste ambizioni in azioni concrete transnazionali. La LSP riunisce i diversi stakeholder del turismo con l’obiettivo di coordinare strategie comuni, scambi di buone pratiche e sviluppo congiunto di programmi di formazione. Attraverso la LSP si promuovono le “National or Regional Skills Partnerships” (NRSP) nei vari Stati membri, che declinano gli obiettivi europei sul territorio, adattandoli alle specificità locali. Il progetto PacTS4ALL (Pact for Tourism Skills Forward Alliance) è un’iniziativa che sostiene la LSP del turismo, favorendo la coordinazione tra i firmatari, la visibilità, e l’attuazione delle 12 priorità definite.
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3.3 European Sustainable Tourism Platform
La European Sustainable Tourism Platform costituisce un punto di incontro a livello europeo per promuovere pratiche turistiche sostenibili, favorire lo scambio di buone pratiche fra destinazioni e attori del settore. La piattaforma funge da hub digitale e collaborativo per tutti gli attori del turismo europeo. Per il suo tramite è possibile accedere a risorse, casi studio, dati, e opportunità di partenariato, nonché seguire l’evoluzione del percorso di transizione nel settore.
La European Sustainable Tourism Platform è collegata all’iniziativa Tourism Transition Pathway. Aiuta anche le organizzazioni di gestione delle destinazioni (DMO) a instaurare relazioni di gemellaggio (peer-to-peer) con controparti che affrontano sfide analoghe, facilitando l’apprendimento reciproco e la diffusione di modelli di turismo più sostenibili.
Oltre a essere un repository interattivo di azioni e risorse, la piattaforma facilita il dialogo tra istituzioni, Stati membri e stakeholder, permettendo di condividere progressi, monitorare gli impegni assunti a fronte del TTP e individuare sinergie tra iniziative nazionali e locali. La piattaforma consente anche la navigazione tra strumenti di supporto (guide, linee guida, toolkit comunicativi), l’interazione con stakeholder, la pubblicazione di impegni volontari. Attraverso la piattaforma, la Commissione promuove una logica di partecipazione continua e trasparente, in cui le organizzazioni interessate possono contribuire all’evoluzione delle politiche europee per un turismo più verde, digitale e resiliente.
3.4 EU Ecolabel per il turismo: standard ambientali in evoluzione
L’EU Ecolabel per il Turismo è la certificazione ambientale ufficiale dell’Unione europea dedicata alle strutture ricettive turistiche sostenibili, come hotel, campeggi, B&B e ostelli. Il marchio premia le imprese che adottano standard elevati di sostenibilità ambientale, tra cui l’efficienza energetica, il risparmio idrico, la riduzione dei rifiuti, l’uso di prodotti ecologici e la promozione di comportamenti responsabili tra gli ospiti. Oltre a rafforzare la credibilità green delle strutture, l’EU Ecolabel rappresenta uno strumento concreto per aumentare la competitività nel turismo sostenibile, intercettando una domanda crescente di viaggiatori attenti all’impatto ambientale. Attualmente la Commissione europea sta lavorando alla revisione dei criteri e degli indicatori dell’EU Ecolabel per il turismo, con l’obiettivo di aggiornarli alle nuove priorità europee in materia di transizione ecologica, economia circolare e decarbonizzazione del settore turistico.
Attualmente la Commissione europea sta lavorando alla revisione dei criteri e degli indicatori dell’EU Ecolabel per il turismo, con l’obiettivo di aggiornarli alle nuove priorità europee in materia di transizione ecologica, economia circolare e decarbonizzazione del settore turistico entro fine 2027. Infatti, il regolamento attuale che fissa i criteri dell’EU Ecolabel per l’ospitalità è in vigore fino al 31 dicembre 2027. La revisione dei criteri, partita ad aprile 2025, condotta dalla Commissione con il supporto del Joint Research Centre, ha visto il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse.
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3.5 EU Tourism Dashboard
La EU Tourism Dashboard è una piattaforma interattiva progettata per supportare il settore turistico europeo. Permette agli stakeholder di accedere ad informazioni, strumenti e risorse utili per monitorare le iniziative e le politiche dell’UE in materia di turismo. La dashboard facilita la condivisione di buone pratiche, la collaborazione tra diversi attori.
La La EU Tourism Dashboard supporta la comprensione e la gestione del settore turistico in Europa. Lo strumento mette a disposizione una panoramica chiara dei principali indicatori che descrivono l’attività turistica degli Stati membri e delle regioni, permettendo di confrontare le destinazioni e individuare punti di forza e criticità. Grazie a rappresentazioni visive, la dashboard facilita l’analisi delle politiche e l’adozione di iniziative volte a rendere il turismo più sostenibile.
Le informazioni sono organizzate in tre pilastri principali: sostenibilità ambientale, digitalizzazione e resilienza socio-economica. Un quarto insieme di indicatori descrittivi offre ulteriori elementi per comprendere meglio il contesto turistico, come offerta, domanda e caratteristiche delle strutture ricettive. Destinazioni che mostrano risultati costantemente positivi su questi pilastri tendono a evidenziare un ecosistema turistico più equilibrato e pronto ad affrontare sfide future. La dashboard è pensata principalmente per i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, gli operatori turistici e i ricercatori, ma risulta utile anche a chiunque voglia approfondire le dinamiche del turismo europeo.
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4. Politiche trasversali: programmi che incidono sul turismo
4.1 Introduzione
Le politiche dell’Unione europea che riguardano ambiente, digitalizzazione, coesione, cultura e mobilità influenzano in modo diretto l’evoluzione del turismo europeo. Queste strategie trasversali contribuiscono a orientare il settore verso un modello più sostenibile, inclusivo e innovativo, in linea con gli obiettivi del Green Deal e dell’Agenda digitale europea.
L’attuazione del Green Deal europeo e del pacchetto Fit for 55 incide profondamente sul turismo, incentivando la decarbonizzazione dei trasporti, la riqualificazione energetica delle strutture e l’adozione di modelli di economia circolare. Le imprese turistiche sono chiamate a misurare e ridurre la propria impronta ambientale, mentre i programmi europei — dal LIFE al Fondo per la transizione giusta — offrono strumenti finanziari per sostenere investimenti in sostenibilità e gestione responsabile delle risorse naturali. Anche le nuove regole ESG e la tassonomia verde rafforzano la trasparenza e l’accesso ai finanziamenti per le imprese più virtuose.
Parallelamente, la trasformazione digitale del turismo è guidata dall’Agenda europea per i dati e dallo sviluppo dello European Data Space for Tourism, che permetterà una gestione integrata e sicura delle informazioni su flussi, impatti e preferenze dei viaggiatori. Le politiche digitali dell’UE — come il Digital Services Act e il Digital Markets Act — rendono più equo il mercato delle piattaforme online e garantiscono maggiore tutela ai consumatori e alle PMI. La digitalizzazione rappresenta anche una leva per la sostenibilità, favorendo modelli di governance basati sui dati e un’offerta turistica più intelligente e personalizzata.
4.2 Politica di coesione e sviluppo territoriale
Attraverso la politica di coesione, l’UE sostiene lo sviluppo di destinazioni turistiche sostenibili e inclusive, rafforzando la competitività delle regioni e delle aree rurali. Il turismo è riconosciuto come fattore chiave per la crescita territoriale, l’occupazione e la valorizzazione del patrimonio locale.
I fondi strutturali — in particolare il FESR e il FSE+ — finanziano progetti di rigenerazione urbana, turismo culturale e ambientale, infrastrutture verdi e percorsi di formazione. Le strategie di specializzazione intelligente (S3) incoraggiano sinergie tra turismo, cultura, innovazione e artigianato, stimolando un’economia territoriale più diversificata. Inoltre, le strategie macroregionali (come EUSAIR o EUSALP) rafforzano la cooperazione transfrontaliera e lo sviluppo di itinerari turistici comuni nel Mediterraneo e nelle Alpi. La nuova Politica di Coesione 2021–2027 promuove anche il turismo come strumento di resilienza economica post-pandemia. Gli interventi sostenuti puntano a rendere le destinazioni più accessibili, digitali e rispettose dell’ambiente, integrando la dimensione sociale del turismo attraverso il coinvolgimento delle comunità locali.
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4.3 Cultura e patrimonio europeo
Il turismo culturale è una delle principali leve di attrattività dell’Europa e rappresenta un pilastro delle politiche culturali dell’UE. L’Agenda europea per la cultura riconosce il ruolo del turismo nel promuovere la diversità, la coesione e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.
Attraverso programmi come Creative Europe, e l’European Heritage Label, l’UE sostiene progetti che uniscono innovazione creativa, turismo e identità europea. L’obiettivo è favorire la rigenerazione culturale delle destinazioni e la partecipazione dei cittadini, stimolando la creazione di esperienze turistiche autentiche e ad alto valore aggiunto.
Inoltre, il New European Bauhaus e il programma CERV (Citizens, Equality, Rights and Values) contribuiscono a ripensare gli spazi turistici come luoghi di incontro e sostenibilità, valorizzando il design, l’inclusione sociale e la memoria collettiva. In questo modo, la cultura diventa motore di innovazione e competitività per l’intero ecosistema turistico europeo.
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4.4 Single Market Programme - Turismo
Il Single Market Programme (SMP) rappresenta il principale strumento dell’Unione europea per sostenere la competitività delle imprese e il buon funzionamento del mercato unico, con un’attenzione particolare alle PMI e ai settori strategici, tra cui il turismo.
Il Single Market Programme (SMP - 2021–2027), è uno dei principali programmi di finanziamento dell’UE destinato a rafforzare il mercato unico, sostenere la competitività delle imprese e garantire un’economia europea più resiliente e inclusiva. Con un budget complessivo di 4,2 miliardi di euro, il programma integra e razionalizza diversi strumenti precedenti (come COSME e parti di Horizon 2020), ponendo particolare attenzione alle PMI e ai settori strategici colpiti dalle trasformazioni economiche e ambientali.
Nel campo del turismo, il SMP agisce come leva per la transizione verde, digitale e socioeconomica del settore. Le azioni finanziate mirano a rafforzare la sostenibilità e l’innovazione delle imprese turistiche, promuovendo l’adozione di tecnologie digitali, l’efficienza energetica, l’economia circolare e la valorizzazione dei territori meno noti. Un ruolo centrale del SMP nel turismo è quello di favorire l’integrazione delle politiche europee e di promuovere un approccio ecosistemico che colleghi formazione, digitalizzazione, sostenibilità e competitività. In questo modo, il programma contribuisce non solo al rilancio del turismo europeo post-pandemia, ma anche alla creazione di un turismo più intelligente, responsabile e coerente con gli obiettivi del Green Deal.
4.5 Horizon Europe e Turismo
Il turismo è sostenuto da diversi strumenti finanziari europei, tra cui Horizon Europe, che rappresenta il principale programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione. Sebbene non sia un programma specifico per il settore turistico, Horizon Europe finanzia numerosi progetti che contribuiscono alla trasformazione sostenibile, digitale e resiliente del turismo europeo, promuovendo soluzioni innovative per la gestione delle destinazioni, l’efficienza energetica delle infrastrutture, la mobilità sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Horizon Europe finanzia partenariati europei e progetti pilota in aree come il turismo intelligente, la transizione verde delle destinazioni e la gestione dei dati turistici, rafforzando la cooperazione tra università, enti pubblici, imprese e organizzazioni territoriali. Horizon Europe non prevede una Missione specificamente dedicata al turismo ma svolge comunque un ruolo determinante nel rafforzare la base di conoscenza, innovazione e sperimentazione necessaria al turismo europeo. Infatti, il turismo è fortemente integrato in modo trasversale all’interno di diversi cluster tematici di Horizon Europe, in particolare nel Cluster 2 “Culture, Creativity and Inclusive Society” e nel Cluster 5 “Climate, Energy and Mobility”. In questi ambiti vengono finanziati progetti che promuovono:
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il turismo culturale e creativo;
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la rigenerazione sostenibile delle destinazioni;
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la mobilità turistica a basse emissioni;
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l’uso di tecnologie digitali e dati per migliorare la gestione del turismo.
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e la resilienza delle comunità locali legate al settore turistico.
Un’attenzione crescente è rivolta al turismo rigenerativo, alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale tramite tecnologie immersive (realtà aumentata, intelligenza artificiale), e alla misurazione dell’impatto del turismo attraverso l’uso dei dati e dell’open innovation.
Inoltre, il turismo è spesso parte di European Partnerships e Living Labs sostenuti da Horizon Europe, di testbed territoriali in cui imprese, enti pubblici, università e cittadini co-progettano soluzioni turistiche sostenibili che mirano a sperimentare soluzioni innovative replicabili nei territori europei. Quindi, pur non essendo oggetto di una Mission dedicata, il turismo è riconosciuto come ambito chiave di applicazione delle politiche di ricerca e innovazione europee e di HE.
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